Posterous theme by Cory Watilo

Io finito

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« L'io è finito perché deve essere delimitato, però in questa finitezza è infinito perché il confine può essere spostato sempre più in là, all'infinito. È infinito secondo la sua finitezza e finito secondo la sua infinità. »

(Johann Gottlieb Fichte)

Tu non sei niente

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Hey! Sì, dico a te! Proprio a te che hai forzato la serratura del mio garage e sei entrato nella mia auto rubandomi un mazzo di chiavi, il telecomando del cancello, ben 3€ in monetine e, soprattutto, il copri-cintura Hello Kitty di Victoria. Visto il fantasmagorico periodo che sto attraversando, dovrei riversare su di te tutto il mio astio e il mio livore. Non sarà così. Di te so solo che probabilmente hai una figlia o una donna che ami. Non so se sei un ladro buono o un ladro cattivo, però sei un ladro. Se mai ti capiterà di parlare con qualcuno che ha 8 anni, ti accorgerai che tutte le tue sovrastrutture cognitive possono essere azzerate, riportandoti ad una visione degli eventi decisamente più nitida ma non per questo più elementare. Rubare non è mai giustificabile, nemmeno se la disperazione prende il sopravvento. Mi è stato chiesto di suggerirti di chiedere l'elemosina se proprio non riesci a trovare un lavoro. Certo, sarebbe facile prendermela con te ma preferisco bersagli molto più impegnativi e pericolosi. Sì, perchè chi si nasconde dietro ad un vestito firmato e decide di aumentare indebitamente un milione di bollette telefoniche di 3 centesimi ottenendo il plauso di un CdA che attende fiducioso un incremento degli utili trimestrali mentre magari licenzia 2.000 persone, chi guida un'auto di lusso mentre piange miseria e inveisce contro lo Stato mentre dichiara un reddito inferiore a quello dei suoi dipendenti, chi riesce a farsi eleggere in Parlamento sospinto dalle lobby ed approfitta del suo status godendo di privilegi immeritati facendo solo gl'interessi della casta a danno di chi l'ha magari inconsapevolmente eletto. Chi si arricchisce senza averne merito e trascorre la sua vita d'intrallazzatore in un vortice di corruzione e tangenti mentre uccide la vera meritocrazia alla quale pubblicamente inneggia; quello è il mio nemico! Tu non sei niente, fatti pure un caffè con i miei spicci...    

Tu non sei niente

Botero_xx_a_thief_1994_

Hey! Sì, dico a te! Proprio a te che hai forzato la serratura del mio garage e sei entrato nella mia auto rubandomi un mazzo di chiavi, il telecomando del cancello, ben 3€ in monetine e, soprattutto, il copri-cintura Hello Kitty di Victoria. Visto il fantasmagorico periodo che sto attraversando, dovrei riversare su di te tutto il mio astio e il mio livore. Non sarà così. Di te so solo che probabilmente hai una figlia o una donna che ami. Non so se sei un ladro buono o un ladro cattivo, però sei un ladro. Se mai ti capiterà di parlare con qualcuno che ha 8 anni, ti accorgerai che tutte le tue sovrastrutture cognitive possono essere azzerate, riportandoti ad una visione degli eventi decisamente più nitida ma non per questo più elementare. Rubare non è mai giustificabile, nemmeno se la disperazione prende il sopravvento. Mi è stato chiesto di suggerirti di chiedere l'elemosina se proprio non riesci a trovare un lavoro. Certo, sarebbe facile prendermela con te ma preferisco bersagli molto più impegnativi e pericolosi. Sì, perchè chi si nasconde dietro ad un vestito firmato e decide di aumentare indebitamente un milione di bollette telefoniche di 3 centesimi ottenendo il plauso di un CdA che attende fiducioso un incremento degli utili trimestrali mentre magari licenzia 2.000 persone, chi guida un'auto di lusso mentre piange miseria e inveisce contro lo Stato mentre dichiara un reddito inferiore a quello dei suoi dipendenti, chi riesce a farsi eleggere in Parlamento sospinto dalle lobby ed approfitta del suo status godendo di privilegi immeritati facendo solo gl'interessi della casta a danno di chi l'ha magari inconsapevolmente eletto. Chi si arricchisce senza averne merito e trascorre la sua vita d'intrallazzatore in un vortice di corruzione e tangenti mentre uccide la vera meritocrazia alla quale pubblicamente inneggia; quello è il mio nemico! Tu non sei niente, fatti pure un caffè con i miei spicci... 

Man Made Machine

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Man Made Machine

A man made machine 
A beauty of extreme 
And everyone has dreamed 
She is my machine 
My machine 
For everything I need 
A beauty of extreme 
She is my machine 

I love, love 
I love, love 
I love the way she makes me come 
I love, love 
I love, love 
I love, love, love, love, love, love 

And every way she turns me on 
And on and on and on and on and on and on and on and on and on 

A beauty of extreme 
She is my machine 
My machine 
For everything I need 
A beauty of extreme 
She is my machine 

I love, love 
I love, love 
I love the way she makes me come 
I love, love 
I love, love 
I love, love, love, love, love, love

Y

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Annie Lennox - Why

How many times do I have to try to tell you
That I'm sorry for the things I've done
But when I start to try to tell you
That's when you have to tell me
Hey... this kind of trouble's only just begun
I tell myself too many times
Why don't you ever learn to keep your big mouth shut
That's why it hurts so bad to hear the words
That keep on falling from your mouth
Falling from your mouth
Falling from your mouth
Tell me...
Why
Why

I may be mad
I may be blind
I may be viciously unkind
But I can still read what you're thinking
And I've heard is said too many times
That you'd be better off
Besides...
Why can't you see this boat is sinking
(this boat is sinking this boat is sinking)
Let's go down to the water's edge
And we can cast away those doubts
Some things are better left unsaid
But they still turn me inside out
Turning inside out turning inside out
Tell me...
Why
Tell me...
Why

This is the book I never read
These are the words I never said
This is the path I'll never tread
These are the dreams I'll dream instead
This is the joy that's seldom spread
These are the tears...
The tears we shed
This is the fear
This is the dread
These are the contents of my head
And these are the years that we have spent
And this is what they represent
And this is how I feel
Do you know how I feel ?
'cause i don't think you know how I feel
I don't think you know what I feel
I don't think you know what I feel
You don't know what I feel

Prayers for rain

Thecrow-tearsintherain

The Cure - Prayers for rain

You shatter me
Your grip on me
A hold on me
So dull it kills
You stifle me
Infectious sense
Of hopelessness and
Prayers for rain
I suffocate
I breathe in dirt
And nowhere shines
But desolate
And drab the hours all spent
On killing time again
All waiting for
The rain
You fracture me
Your hands on me
A touch so plain
So stale it kills
You strangle me
Entangle me
In hopelessness and
Prayers for rain
I deteriorate
I live in dirt
And nowhere glows
But drearily and tired
The hours all spent
On killing time again
All waiting for
The rain

Prostituta che scopa

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Una qualsiasi giornata umida e fresca, come forse solo la Brianza primaverile con il suo fosforescente verde e le sue basse nuvole, può regalare. Percorro, che di sfigati v'è pieno il registro della Motorizzazione Civile, con la consueta pazienza il mio solito tragitto alla volta dell'ufficio.
Spitfire dei Prodigy è finita subito dopo il semaforo e, curiosamente la sempre clamorosa Anna Moffo ha appena iniziato il "Vogliatemi Bene" della pucciniana Butterfly. Sorrido compiaciuto sia per la totale assenza di logica nella sequenze musicali che faccio sì m'accompagnino mentre guido, sia per la consapevolezza che di lì a pochi secondi il mio sguardo volgerà a sinistra verso l'ingresso di un'impresa manufatturiera in attesa del quotidiano stupore.

Non mi è mai stato chiaro quali siano i reali accordi tra la proprietà di siffatta attività commercial-produttiva e l'antistante presenza di piacenti signorine che, compostamente e senza eccessi nell'apparire, fanno mercimonio della propria avvenenza. Non m'interessa. Ho ormai sviluppato una dietrologica interpretazione basata sul reciproco rispetto dell'altrui professione e non intendo ledere un pensiero così irrazionalmente gradevole. Forse mi fa semplicemente sentire un uomo del mio tempo o forse mi piace semplicemente rifiutare lo squallore proprio del vendere sè stessi, inferendo approcci aziendalistici visto l'ormai canonico orario in cui tale scena mi si para d'innanzi.

L'imprevisto torna a farmi visita senza che abbia il tempo di prepararmici ancorchè la velocità di crociera sia ridottissima. Il tutto si svolge come in quegli slow-motion cinematografici in cui il tempo per gli occupanti dell'automobile rallenta fino a fermarsi. Io. Io sono il solo ed unico occupante. Guardo inebetito un'elegante e bionda prostituta mentre sta scopando incurante delle auto che lentamente le passano accanto. Sì, brandisce con perizia una scopa di saggina e ramazza con energica passione lo spazio di sua competenza davanti al cancello della ditta. Mi ricorda alcuni estremi difensori degli anni '80 quando tracciavano coi tacchetti l'area di porta nei freddi ed umidi pomeriggi delle domeniche invernali. Appena giunge la discesa, mentre la Moffo mi sta ancora inebetendo mi rendo conto del paradosso. Dovrei semplicemente mantenere viva l'immagine idealizzata di un mondo professionale alternativo, sarebbe logico e mi garantirebbe un comodo bias mentale. Non ci riesco e cedo. L'hashtag s'impadronisce di me.

Ho appena assistito alla più cristallina e pura forma di realtà descrivibile viralmente. No, non mi concedo l'abietta superficialità del sogghignare per l'accostamento tra prostituzione e viralità, nemmeno riconducendomi all'assonanza tra marketing e marchetta. Ho sempre considerato le malattie sessualmente trasmissibili come la peggiore delle beffe. Accostare l'attività più piacevole che ci regala la vita terrena alla possibilità che possa esserci fatale è qualcosa su cui non riuscirò mai a scherzare. La mia mente vola invece verso la sperimentazione comunicativa. Magari sbaglio. Forse nessuno cadrà nell'imboscata virtuale.

Ma perchè non provare? Scrivere di quest'immacolata esperienza farà forse capitolare qualche incauto pornomane del web o, meglio ancora, dimostrerà l'attuale pochezza dei nostri consolidati strumenti di ricerca. Bene, è deciso: alea iacta est! Sì, ho avuto il coraggio d'usare quest'ahimé inflazionata espressione ma solo per ricordare che alea non significa dado: era il nome del gioco. Mi prostro chiedendo perdono per la mia ennesima esplosione d'ego, mentre sottolineo che la sorprendente illustrazione che trovate allegata al post è del maestro Sergio Tuis. Vi lascio qualche riferimento bibliografico in merito a quanto appena confusamente espresso. Mi congedo esternando la mia impressione riguardo a questo periodo in cui ho la sensazione di non riuscire proprio a concludere nu...

#prostituta #scopa #prostituta che scopa #scopare #saggina #viral #The Prodigy #Spitfire #Anna Moffo #Sergio Tuis #Madama Butterfly #Giacomo Puccini #Novedratese #alea iacta est

Kings of Leon - Red Morning Light

Kings of Leon - Red Morning Light

You know you could've been a wonder
Takin' your circus to the sky
You couldn't take it on the tight rope
No you had to take it on the side
You always like it undercover
Tucked in between your dirty sheets
But no one's even done nuttin' to ya
In between the hollers and the screams

And I said nah nah hey hey
Another dirty bird ain't givin' out a taste
In the black of the night till the red morning light

You got your cozy little corner
All night you're jammin' on your feet
Hangin' out just like a street sign
And put a twenty dollar trick
I hear you're blowin' like a feather
And then they rub it in your face
Oh once they've had all their fun hun
You're at the bottom of the cage

And I said nah nah hey hey
Another dirty bird ain't giving out a taste
In the black of the night till the red morning light
And I said nah nah hey hey you're givin' all your cinnamon away
That's not right

Solo

Hey hey another dirty bird ain't givin' out a taste
Uh hey keep on givin' away and givin' it away (givin' it away)
Hey hey you're givin' all your cinnamon away
Hey hey you're givin' all your cinnamon away

Portiere volante

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Da bambino giocavo a pallone in cortile per interi pomeriggi. Le squadre erano quasi sempre le stesse e il tutto si svolgeva in una sorta di sospensione temporale in cui ognuno aveva un ruolo ben definito. C’erano sempre tante telecronache, visto che eravamo soliti accompagnare ogni azione descrivendoci ad alta voce, magari chiamandoci anche col nome di uno dei campioni dell’epoca.

Poi, senza che fosse dettato dalla noia o dalla necessità di un’improvvisa variazione dello status quo, arrivava sempre un momento in cui la realtà cambiava. Era arrivato il momento del “tutti contro tutti”. Non stiamo parlando del consolidato utilizzo del ruolo di portiere volante, di cui già abusavamo normalmente per evitare la staticità del proprio turno a difesa della porta.

Il “tutti contro tutti” era un momento di pura anarchia in cui ognuno giocava per sé stesso e aveva l’obiettivo di scartare gli altri e realizzare un gol che rappresentava la forma più pura d’individualismo. Allora pensavo che fosse tutto bellissimo e lecito per via di una sorta d’inconscia consapevolezza di essere bambino o forse soltanto perché si trattava di un gioco e mi ci divertivo. Ero però certo che da grande il mondo sarebbe stato diverso e decisamente più serio, corretto e caratterizzato da valori di ordine assoluto.

Tra pochi mesi compirò quarant’anni e ogni giorno, in ogni contesto della mia vita, vedo persone che si comportano esattamente come nel “tutti contro tutti”. Non lo dico per motivi di coscienza o perché mi senta intimamente più onesto degli altri, ma proprio non riesco ad accettare che la sola via che porta all’auto-realizzazione transiti attraverso tutto questo egoistico marciume.

Certo, ci sono momenti in cui la tentazione è davvero forte ma, in tutta sincerità, mi accontento di fare il portiere volante rischiando di subire un gol per aver lasciato la porta sguarnita mentre affronto la squadra avversaria insieme ai miei compagni.